giovedì, Aprile 3, 2025

Il fenomeno Incel: origini e significato

Esploriamo le origini della cultura Incel per imparare a riconoscerla così da intervenire e prevenire i disastri che è capace di generare

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Incel, contrazione di “involuntary celibate”, è un termine che identifica individui, generalmente uomini, che si ritrovano in uno stato di celibato non volontario e attribuiscono questa condizione a una società che li marginalizza. Il termine è stato coniato nei tardi anni ’90 da una donna di nome Alana, che creò un sito web per discutere della sua vita sessuale inesistente. Da una comunità inizialmente pensata come supporto, il termine ha subito una trasformazione, venendo adottato da gruppi online di uomini che condividono una rabbia comune verso le donne che ritengono responsabili del loro isolamento affettivo.

La storia di Elliot Rodger e il collegamento con l’atto di toronto

Il fenomeno incel è salito alla ribalta internazionale principalmente a causa di episodi di violenza. Il caso di Elliot Rodger, che nel 2014 ha compiuto un massacro in California, è spesso citato come manifesto dell’estremismo incel. Rodger, frustrato dalla sua mancata vita amorosa, ha riversato online il suo disprezzo verso coloro che riteneva felici e realizzati, sfociando in un tragico epilogo di violenza. Analogamente, nel 2018, un attacco a Toronto ha riacceso l’attenzione su questa subcultura: il perpetratore ha dichiarato di ispirarsi a Rodger e di identificarsi con il movimento incel.

L’impatto della transizione adolescenziale sull’identità

Durante l’adolescenza, i giovani attraversano una fase cruciale: il passaggio da bambino a adulto, segnato da intensi cambiamenti corporei e psicologici. Questo periodo di transizione può essere particolarmente turbolento quando l’immagine corporea subisce trasformazioni significative, spesso accompagnate da insicurezze e una rinnovata consapevolezza di sé. Per alcuni, il sentirsi fisicamente inadeguati o meno attraenti può intensificare sentimenti di alienazione e disconnessione sociale.

Nel contesto degli incel, questi sentimenti possono trovare terreno fertile. L’ideologia incel, spesso radicata in una profonda frustrazione relazionale e sessuale, può apparire come una valida spiegazione delle proprie difficoltà, specialmente se condivisa e rafforzata all’interno di comunità online che promuovono una visione distorta delle dinamiche sociali e affettive. Le narrazioni di figure come Elliot Rodger possono quindi risuonare con intensità, soprattutto per chi si trova in un momento di vulnerabilità emotiva, come dimostra il tragico evento di Toronto.

La comprensione e l’intervento in questa delicata fase di vita richiedono un approccio sensibile e informato, che non solo supporti l’individuo nella gestione delle insicurezze legate ai cambiamenti corporei e al senso di identità, ma che offra anche strumenti per contrastare l’influenza di ideologie nocive come quella incel. L’educazione, il supporto psicologico e la promozione di una cultura scolastica e sociale inclusiva sono fondamentali per aiutare gli adolescenti a navigare in questo periodo critico con maggiore sicurezza e consapevolezza di sé.

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Risposta psicologica e preventiva

Da un punto di vista psicologico, è cruciale intervenire con programmi di sostegno che promuovano una sana accettazione di sé e strategie di resilienza. Gli educatori e i professionisti della salute mentale dovrebbero essere attrezzati per riconoscere i segni di assorbimento di tali ideologie nocive e agire in modo preventivo. Questo implica non solo l’assistenza individuale, ma anche la creazione di ambienti scolastici che incoraggino l’inclusività e la comprensione reciproca, contrastando così le basi su cui si fonda l’ideologia incel.

Esempio pratico: il caso di un adolescente radicalizzato

Un esempio pratico della pericolosità della cultura incel per i giovani che inizia sui social e può sfociare in azioni estreme nella realtà riguarda la radicalizzazione online di un adolescente che gradualmente abbraccia ideologie misogene e violente. Questo processo può iniziare con la partecipazione a forum e gruppi social dove si discutono esperienze di rifiuto sentimentale e sociale.

Fase 1: isolamento e ricerca di appartenenza. Un giovane, che chiameremo Marco, inizia a sentirsi escluso e isolato dai suoi coetanei. Durante l’adolescenza, mentre il suo corpo cambia e si confronta con i primi sentimenti di attrazione, Marco si percepisce come non attraente e rifiutato. Si rivolge ai social media per cercare conforto e spiegazioni.

Fase 2: incontro con la cultura Incel. Navigando online, Marco scopre gruppi incel, dove membri esprimono frustrazioni simili alle sue, discutendo apertamente del loro disprezzo per le donne e degli uomini ritenuti più attraenti, che percepiscono come ingiustamente favoriti. Questi forum spesso presentano storie di individui come Elliot Rodger, elevati a eroi tragici che hanno “vendicato” il loro rifiuto attraverso atti di violenza.

Fase 3: radicalizzazione e identificazione. La narrativa incel comincia a risuonare profondamente con Marco, che inizia a identificarsi con questi racconti di ingiustizia e rifiuto. L’esposizione costante a messaggi che normalizzano la violenza e la vendetta come risposta al dolore emotivo contribuisce a radicalizzare Marco. Egli inizia a considerare le donne non come individui con autonomia, ma come simboli dell’ingiustizia che percepisce di subire.

Fase 4: dalla teoria alla pratica. Inizialmente, l’aggressività di Marco si manifesta online, sotto forma di commenti misogeni e minacciosi. Tuttavia, col tempo, la barriera tra le idee espresse online e le azioni nel mondo reale inizia a sfumare. Marco può iniziare a pianificare un atto di vendetta reale, ispirato dagli atti di violenza che ha visto glorificati nei suoi gruppi online.

Fase 5: intervento e prevenzione. Idealmente, l’intervento avviene prima che Marco passi all’azione. Familiari, amici, insegnanti o professionisti della salute mentale possono notare i segni di radicalizzazione e intervenire. Programmi scolastici che promuovono l’empatia, la gestione delle emozioni e la resilienza, oltre a una navigazione sicura e responsabile di internet, sono cruciali per prevenire situazioni simili.

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