venerdì, Aprile 4, 2025

“Adolescence”: serie tv che rivela la complessità della cultura Incel

Grazie alla serie tv "Adolescence", Netflix esplora gli aspetti più oscuri delle dinamiche giovanili online

Condividi

Nell’era digitale, la linea tra realtà e virtuale si assottiglia sempre di più, come dimostra drammaticamente la miniserie “Adolescence“, un nuovo arrivo sul catalogo Netflix che esplora le profondità oscure dell’adolescenza e del cyberspazio. La serie, nata dalla mente creativa di Jack Thorne e dall’attore Stephen Graham, si addentra nei meandri di una società che sembra aver perso il controllo sui giovani, isolati nelle loro stanze ma connessi a un mondo infinitamente vasto e spesso pericoloso attraverso i loro dispositivi.

“Adolescence” segue la vicenda di Jamie Miller, un adolescente di tredici anni accusato di un crimine violento. Le indagini si dipanano in un contesto scolastico sociale in totale fallimento e allo stesso tempo ritrae la cruda realtà di genitori spesso all’oscuro delle doppie vite digitali dei loro figli, addentrandosi anche nel delicato dibattito sulla cultura incel, una subcultura nata in rete che vede giovani uomini autoesclusi dalla società sentimentale e sessuale e spesso deviati verso ideologie estreme.

LEGGI ANCHE:
Cosa si intende per
disturbi del comportamento?

Cultura Incel, cosa significa?

incel, che indica il cosiddetto “celibato involontario”, trae origine nei forum online dove uomini si identificano come incapaci di trovare una partner sentimentale, non per scelta ma per una presunta marginalizzazione sociale. Questa subcultura si lega strettamente alla teoria dell’80/20, per cui “l’80% delle donne è attratto solo dal 20% degli uomini”, una visione che alimenta frustrazione e rabbia tra i suoi membri. Nel contesto di “Adolescence”, questa narrazione incel emerge potentemente, intrecciandosi con la vita scolastica di Jamie e i suoi coetanei.

Nel corso delle indagini della serie, emerge un complesso rapporto tra Jamie e la vittima. Katie, la ragazza assassinata, lasciava frequentemente emoji sotto i post di Jamie—specificamente, l’emoji della “pillola rossa” e della “dynamite”, simboli di un riconoscimento sottile ma inequivocabile della cultura incel a cui Jamie viene associato, segno di una comprensione distorta della sua persona. Questi simboli digitali, apparentemente innocui, rivelano una strata profonda di bullismo e manipolazione che alimenta l’escalation di tensioni tra i due e dove a stessa Katie emerge come parte attiva nel bullismo digitale che ha ulteriormente isolato Jamie. Questo rovesciamento di ruoli esplora il pericoloso potenziale dei social media come strumenti di emarginazione sociale, anche tra i giovani.

Un mondo privo di confini

Questa serie mette in discussione il ruolo degli adulti e dei sistemi educativi nel non riuscire a decifrare i segnali di pericolo che emergono da queste nuove realtà virtuali. In un’epoca in cui i giovani possono essere radicalizzati da algoritmi che li indirizzano verso contenuti sempre più estremi, “Adolescence” solleva un interrogativo inquietante: fino a che punto la tecnologia ha trasformato gli adolescenti da semplici utenti a manipolatori di un sistema che a sua volta li manipola? La serie agisce come un monito, un campanello d’allarme per una società che deve ancora comprendere appieno e affrontare le conseguenze di una connettività senza confini in cui, inoltre, né genitori e né insegnanti sono attrezzati a intervenire.

redazione
redazione
La redazione di Psicologia Narrativa si occupa di informare su tutte le novità in campo scientifico e psicologico, di approfondire argomenti sui fenomeni di massa e sociali.

Leggi di più

Ultime notizie